Matisse e la Luce del Mediterraneo a Mestre

La mostra, a cura di Elisabetta Barisoni, dedicata a Matisse e il Mar Mediterraneo, si svolge dal 28.09.2024 al 04.03.2025 a Mestre, Centro Culturale Candiani, Spazi espositivi II piano. L’ingresso è gratuito previa registrazione.

L’esposizione prende avvio anche quest’anno dal grande patrimonio conservato nella Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro e intorno ai cinque lavori di Matisse delle collezioni civiche sono stati affiancati prestigiosi prestiti internazionali.

Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 1869 – Nizza, 1954) é maestro e capostipite dei Fauves – le belve, i selvaggi.

Come molti suoi coetanei, attraversa il Simbolismo studiando con Gustave Moreau. Matisse parte dall’Impressionismo e dalla pittura en plein air, recandosi in Bretagna dal 1895. La dimensione della natura rinnovata dagli impressionisti e l’uso del colore inaugurato dai postimpressionisti serve a Matisse per portare la propria arte verso una maggiore potenza espressiva che sia in contatto con emotività, sensibilità e con il mondo del sentire.

La tavola di primavera – Le Sidaner

Matisse spesso visita anche il Sud: nel 1898 compie un viaggio in Corsica che lo segnerà e poi un viaggio a Tangeri che gli porta una «rivelazione dell’Oriente» che fa arricchire il disegno e l’arte grafica di volute e tratti che hanno a che fare con il pensiero. Per Matisse il disegno è il mezzo più diretto per esprimere la propria interiorità. Il disegno e la grafica emergono con potenza anche nell’ultimo esito verso il quale Matisse spinge la propria arte: dal primato del colore al primato della forma.

La natura, in particolare i fiori, è essenziale nell’arte di Matisse. Anche il tema dell’albero è molto presente, soggetto ideale su cui esercitare l’esperimento dell’arte moderna, viene ripreso con la pennellata divisa o nelle fronde sofferenti e accennato a colpi di intense cromie. Viene proposta, già in queste prime prove mediterranee, la rappresentazione soggettiva del reale dove la visione resa sulla tela non è più quella della natura, dell’esterno, ma è la rappresentazione di una dimensione interna, profonda.

L’albero – H. Matisse

Matisse e André Derain si ritrovano a Collioure nel 1905 e danno inizio alle celebri tele “incendiarie” dei Fauve. L’afflato selvaggio e infuocato delle atmosfere del Sud si esprime nel colore usato direttamente sulla tela, un colore acceso, squillante, a contrasto, che diventa vero protagonista; nasce qui la «cage aux fauves», la gabbia delle belve, di cui parlerà il critico Vauxcelles. Avviene la prima rivoluzione di Matisse e dei suoi compagni, la liberazione del colore, che diventa protagonista di un’esplosione gioiosa ed espressiva. 

Odalisca gialla – H. Matisse

Il Midi (Mezzogiorno francese) e il Mediterraneo costituiscono un giardino unico, dove ben si può ambientare la vocazione alla felicità che caratterizza l’arte di Matisse.

Dopo aver liberato il colore e averlo condotto con energia nel cuore del ventesimo secolo, Matisse libera ulteriormente la propria mano con il disegno, la  decorazione, l’arabesco, la linea curva, la figura ritagliata e rincollata, e infine esce dalla tela, dalla stampa, dal libro artistico per rivolgersi alla grande decorazione delle pareti.

L’esposizione si chiude con l’ultima rivoluzionaria fase creativa di Matisse: la produzione dei papiers découpés, fogli di carta colorata ritagliati e incollati, in cui Matisse porta al massimo la sintesi dell’espressione. 

Icaro – H. Matisse

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