Caravaggio 2025 a Roma

La mostra Caravaggio 2025, a cura di F. Cappelletti, M. c. Terzaghi e T. C. Solomon, è a Palazzo Barberini, a Roma, dal 7 marzo al 6 luglio. Caravaggio, pseudonimo di Michele Merisi (Milano 29/09/1571 – Porto Ercole 18/07/1610) é un importante pittore italiano, molto conosciuto per la sensibilità, il realismo dei suoi personaggi, l’uso scenografico della luce e del chiaroscuro. 

Sono in esposizione 24 opere, numero molto elevato, tra cui alcuni capolavori dall’Europa e dagli USA: dalla Spagna Ecce Homo (opera ritrovata pochi anni fa a Madrid), Santa Caterina d’Alessandria, da Dublino la cattura di Cristo. 

Dagli Stati Uniti provengono: Marta e Maria Maddalena, i Bari, San Francesco d’Assisi in estasi, Concerto (i Musici), San Giovanni Battista nel deserto. Tra le importanti opere in prestito dal resto d’Italia, Il martirio di Sant’Orsola (da Napoli), considerato l’ultimo dipinto di Caravaggio, Cena in Emmaus (da Milano), Flagellazione di Cristo (da Napoli), Ritratto del Cavaliere di Malta (da Firenze). I due ritratti di Maffeo Barberini sono altri importanti dipinti in esposizione.

Ci sono anche altre opere conservate a Roma. Il viaggio tra tante opere rare celebra la rivoluzione artistica e culturale del maestro lombardo.

I Bari

Caravaggio. Tra luce e ombra

Al Castello superiore di Marostica (VI) si tiene la mostra immersiva “Caravaggio – tra luce e ombra” dal 28 marzo al 4 maggio 2025. Grazie al lavoro di M. Panici, M. Guderzo e tutto il gruppo di Teatris si può scoprire il mondo di Caravaggio, pseudonimo di Michelangelo Merisi (1571-1610), in modo innovativo, immergendosi nelle sue tele ed esplorando aspetti simbolici e visivi che a volte rimangono nascosti. I video permettono di immergersi nelle opere caravaggesche, osservandone anche i dettagli.

Matisse e la Luce del Mediterraneo a Mestre

La mostra, a cura di Elisabetta Barisoni, dedicata a Matisse e il Mar Mediterraneo, si svolge dal 28.09.2024 al 04.03.2025 a Mestre, Centro Culturale Candiani, Spazi espositivi II piano. L’ingresso è gratuito previa registrazione.

L’esposizione prende avvio anche quest’anno dal grande patrimonio conservato nella Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro e intorno ai cinque lavori di Matisse delle collezioni civiche sono stati affiancati prestigiosi prestiti internazionali.

Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 1869 – Nizza, 1954) é maestro e capostipite dei Fauves – le belve, i selvaggi.

Come molti suoi coetanei, attraversa il Simbolismo studiando con Gustave Moreau. Matisse parte dall’Impressionismo e dalla pittura en plein air, recandosi in Bretagna dal 1895. La dimensione della natura rinnovata dagli impressionisti e l’uso del colore inaugurato dai postimpressionisti serve a Matisse per portare la propria arte verso una maggiore potenza espressiva che sia in contatto con emotività, sensibilità e con il mondo del sentire.

La tavola di primavera – Le Sidaner

Matisse spesso visita anche il Sud: nel 1898 compie un viaggio in Corsica che lo segnerà e poi un viaggio a Tangeri che gli porta una «rivelazione dell’Oriente» che fa arricchire il disegno e l’arte grafica di volute e tratti che hanno a che fare con il pensiero. Per Matisse il disegno è il mezzo più diretto per esprimere la propria interiorità. Il disegno e la grafica emergono con potenza anche nell’ultimo esito verso il quale Matisse spinge la propria arte: dal primato del colore al primato della forma.

La natura, in particolare i fiori, è essenziale nell’arte di Matisse. Anche il tema dell’albero è molto presente, soggetto ideale su cui esercitare l’esperimento dell’arte moderna, viene ripreso con la pennellata divisa o nelle fronde sofferenti e accennato a colpi di intense cromie. Viene proposta, già in queste prime prove mediterranee, la rappresentazione soggettiva del reale dove la visione resa sulla tela non è più quella della natura, dell’esterno, ma è la rappresentazione di una dimensione interna, profonda.

L’albero – H. Matisse

Matisse e André Derain si ritrovano a Collioure nel 1905 e danno inizio alle celebri tele “incendiarie” dei Fauve. L’afflato selvaggio e infuocato delle atmosfere del Sud si esprime nel colore usato direttamente sulla tela, un colore acceso, squillante, a contrasto, che diventa vero protagonista; nasce qui la «cage aux fauves», la gabbia delle belve, di cui parlerà il critico Vauxcelles. Avviene la prima rivoluzione di Matisse e dei suoi compagni, la liberazione del colore, che diventa protagonista di un’esplosione gioiosa ed espressiva. 

Odalisca gialla – H. Matisse

Il Midi (Mezzogiorno francese) e il Mediterraneo costituiscono un giardino unico, dove ben si può ambientare la vocazione alla felicità che caratterizza l’arte di Matisse.

Dopo aver liberato il colore e averlo condotto con energia nel cuore del ventesimo secolo, Matisse libera ulteriormente la propria mano con il disegno, la  decorazione, l’arabesco, la linea curva, la figura ritagliata e rincollata, e infine esce dalla tela, dalla stampa, dal libro artistico per rivolgersi alla grande decorazione delle pareti.

L’esposizione si chiude con l’ultima rivoluzionaria fase creativa di Matisse: la produzione dei papiers découpés, fogli di carta colorata ritagliati e incollati, in cui Matisse porta al massimo la sintesi dell’espressione. 

Icaro – H. Matisse

Antonio Ligabue. La grande mostra a Bologna

Dal 21 settembre 2024 Palazzo Albergati di Bologna ospita una mostra antologica dedicata a Antonio Ligabue, uno degli artisti più popolari e commoventi del Novecento.

Paesaggi, animali, scene di vita quotidiana e autoritratti: oltre 100 opere, tra dipinti ad olio, disegni e sculture, sono protagoniste di un percorso espositivo unico dove, attraverso la fortissima carica emotiva delle tele, sarà possibile conoscere la vita di un artista visionario e sfortunato ma che, da autodidatta, é capace di parlare a tutti con immediatezza e genuinità, con il suo impulso creativo personale e istintivo.

Nel regno animale la sua arte trova la massima espressione: rappresenta sia animali visto in campagna, svizzera e reggiana, cavalli, mucche, galli che lottano, gatti, cani da caccia, che animali esotici, cioè leoni, leopardi, zebre, che non ha visto di persona, ma rappresentati. Con il tempo le sue opere hanno sempre maggiore forza espressiva, con colori più intensi e linee più decise.

Leone e leopardo

Con i suoi intensi autoritratti indaga la propria immagine e la propria interiorità: lo sguardo sembra introverso, malinconico, inquieto e vulnerabile, con il suo viso racconta i suoi sentimenti, le sue esperienze di vita e la sua identità, cercando di comunicare con il mondo esterno. Negli ultimi autoritratti mostra la sua integrazione sociale e dignità raggiunte soprattutto dopo l’incontro con Mazzacurati e la mostra personale a Roma. Anche nell’Autoritratto con moto, cavalletto e paesaggio si mostra addirittura a figura intera, sottolinea la sua posizione sociale con vari simboli, tra cui vestiti, tela e moto, del suo riscatto.

Autoritratto con moto, cavalletto e paesaggio

Cosa vedere a Bruxelles in 3 o 4 giorni

Bruxelles e Bruges sono due città che meritano la visita, anche se spesso vengono sottovalutate. La capitale belga viene a volte considerata “La città che visiti quando non hai niente da fare”, ma in realtà ci sono parecchie cose da vedere. Consiglio quattro giorni o al massimo cinque giorno, sono più che sufficienti per visitare la città, per visitare anche le città Bruges e Gand.

Bruxelles è contemporaneamente capitale dell’Europa, del cioccolato, dei fumetti e del surrealismo; è tante cose. Si può considerare un posto particolare soprattutto perché la mascotte è il Manneken Pis, la statua di un bimbo che fa la pipì. La sua piazza più famosa è la Grand Place, con il municipio gotico e le impressionanti Gallerie Saint-Hubert, dove si trovano i migliori cioccolatieri del paese. 

Sono i quartieri del lusso, i quartieri popolari e multiculturali, i quartieri signorili ricchi di art-nouveau e i parchi. Negli innumerevoli caffè e ristoranti si scopre l’offerta culinaria, e negli oltre 100 musei si trova la ricchezza culturale. 

Nei dintorni di Bruxelles ci sono due aeroporti: Zaventem, distante circa 12 km dal centro e ben collegato con taxi, bus e metro, e Charleroi, distante 60 km e collegato con taxi, treno e bus navetta (www.flibco.com) al centro. 

Le città principali delle Fiandre sono collegate dalla linea ferroviaria, è quindi semplice spostarsi da Bruxelles a Bruges, da Bruxelles a Gand e viceversa, in circa 1 ora o 30 minuti di treno.

Per quanto riguarda gli hotel, due buone zone dove dormire sono i quartieri Ixelles e Dansaert, se si vuole risparmiare qualcosina ma rimanere vicino al centro.

In questo articolo trovate il mio itinerario con consigli per visitare quattro o cinque giorni il Belgio, tra Bruxelles, Bruges e Gand.

Primo giorno

Arrivando in aeroporto all’ora di pranzo si può dedicare il pomeriggio alla visita del centro. L’itinerario comincia in corrispondenza della fermata della metro Louise, dalla quale si può iniziare con una passeggiata nel quartiere Marolles, scoprendo le numerose attrazioni della zona: il parco d’Egmont, il Palazzo di Giustizia, da cui si gode un bel panorama, la cioccolateria Pierre Marcolini, sulla cui facciata si possono ammirare spesso attrazioni, e la Chiesa Notre Dame de la Chapelle. Proseguendo verso il centro si incontra la statua del Manneken Pis, simbolo della città. Il bambino che fa la pipì viene addobbato con diversi vestiti nei vari giorni dell’anno (c’è anche un museo del suo “Guardrobe”). Poi si raggiunge finalmente la Grand Place, punto centrale di ogni visita.

La Grand Place, o Grote Markt in fiammingo, è infatti una splendida piazza, tra le più belle d’Europa, circondata da palazzi storici e preziosi quali l’Hotel de Ville (sede del Comune, gioiello architettonico più antico), le case delle corporazioni (tra i civici 14 e 19 sei case della gilda con stile neoclassico e fiammingo e tra i numeri 1 e 5 altre meravigliose case), le Roy d’Espagne (bar più famoso della piazza) e la casa in cui visse Victor Hugo “Le Pigeon” (tra i numeri 26 e 27). La Grand Place è stata iscritta nella lista del patrimonio Unesco nel 1998: è un gioiello datato in gran parte 17esimo secolo.

Proseguendo l’itinerario si possono visitare a nord la Cattedrale dei Santi Michele e Gudula, la Place d’Espagne o il Museo dei Fumetti. 

Inoltre a nord della piazza si trovano le Gallerie Saint Hubert, il pub Délirium Cafè e il Jaenneke Pis (la statua della bambina che fa la pipì). Questa zona è chiamata Ilot Sacre. Rue des Bouchers è una delle vie principali di ristoranti, in cui si può assaggiare uno dei piatti tipici, cozze e patatine fritte, ad esempio nel famoso ristorante Chez Léon.

Secondo giorno

Bruxelles è considerata la capitale dell’Unione Europea in quanto sede di varie importanti istituzioni: Consiglio europeo, Commissione europea, in parte del Parlamento europeo. La visita dell’Emiciclo è molto interessante, è gratuita, si può fare in autonomia con audioguida o con visita guidata ed è consigliabile la prenotazione (info https://visiting.europarl.europa.eu/it/visitor-offer/brussels/hemicycle ). 

Poi nel Quartiere Europeo si può visitare il Parlamentarium, il museo sull’UE, oppure la Casa della storia europea, entrambi gratuiti. Quest’ultimo racconta la nascita e l’evoluzione dell’Europa (e i valori che accomunano i suoi Paesi) su sei piani, in modo multimediale. Con una breve passeggiata si possono raggiungere il Parco Léopold, il Parco del Cinquantenario e vedere da fuori il palazzo Berlaymont che è sede della Commissione europea, il Governo dell’UE, e il Palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio dell’UE. Ci sono molti bar e ristoranti nella zona.

Dal Quartiere Europeo si consiglia la metropolitana per raggiungere il centro città.

Nel pomeriggio è interessante visitare uno dei numerosi musei che si trovano nel Quartiere reale. Se si ama l’arte ci sono i Musei reali delle Belle Arti di Bruxelles (fine-arte-museum.be/en/visit/planning-my-visit), ricco di opere di varie epoche (racchiude circa 20000 opere tra dipinti, disegni e sculture a partire dal XV secolo fino al Contemporaneo): racchiude il  Museo d’Arte Antica-Oldmasters (ottima collezione di arte fiamminga), il Museo d’Arte Moderna-Fin de Siècle. Si trovano i capolavori La morte di Marat di J.L. David, La caduta degli angeli ribelli e Censimento di Betlemme di P. Bruegel il Vecchio, 4 studi di una testa di un moro di P. P. Rubens, Calvario bretone di P. Gauguin, Testa di un giovane contadino di V. Van Gogh, oltre a  opere di Van Dyck, Memling, Bosch, Bouts, van Der Weyden.

Si può abbinare la visita del Museo Magritte (Musee-magritte-museum.be/en/your-visit/pratical-info-rmfab), generalmente si trova in un edificio adiacente, l’Hotel Altenloh, inaugurato nel 2009 e molto frequentato, ma attualmente si trova all’interno dei Musei reali al piano -4. La collezione di René Magritte (1898-1967), genio belga del Surrealismo non è enorme (l’esposizione è a rotazione) ma racchiude varie importanti opere, tra cui dipinti, disegni, fotografie: ad esempio Le retour, Le Bonne Foi (L’uomo con la bombetta), Il fantino perduto, La Condition Humaine, L’Empire des lumieres.

Questi musei sono visitabili separatamente al costo di 10€ adulti, 5€ bambini, oppure con un biglietto combinato al costo di 15€; sono gratuiti il primo mercoledì del mese, serve passare alla cassa per entrambi per ritirare i biglietti.

Per chi preferisce qualcosa di diverso, c’è il MIM, Museo degli strumenti musicali, in un bellissimo edificio in stile Art Nouveau chiamato Old England, o il Museo BELvue, Museo della storia del Belgio. 

Il Palazzo reale (Palais Royale) è la residenza ufficiale del Re del Belgio, utilizzato per le funzioni di Capo dello stato e per i ricevimenti e eventi ufficiali, nonostante la famiglia viva nel Castello reale di Laeken. Si trova a sud del Parco di Bruxelles ed è aperto ai visitatori solo in estate dal 21 luglio fino a fine agosto (nel 2023 è chiuso per ristrutturazione, riaprirà nel 2024). 

Per concludere la giornata è consigliata la Cattedrale di Nostra Signora delle Vittorie al Sablon, realizzata in stile gotico brabantino nel XV secolo: sono interessanti il pulpito ligneo del 1697 e le grandi vetrate. In Place du Petit Sablon c’è un piccolo giardino molto carino, nel quale 48 statuette poste su altrettante colonne riproducono i mestieri principali della città. Negozi di antiquariato, sale da tè e cioccolaterie circondano la Place du Grand Sablon.

Dal quartiere reale al centro è consigliato passare dai giardini del Mont des Arts.

Terzo giorno

Fuori dal centro di Bruxelles si estende il grande Parco di Laeken che comprende varie aree verdi: il Demanio reale, il Parco Ossenghem (Heysel) con l’Atomium che è il monumento simbolo di Bruxelles, fatto di 9 sfere in acciaio del modello di una molecola di cristallo di ferro ingrandita 165 miliardi di volte; è stata eretta nel 1958 in occasione dell’Expo, di cui rappresentò il padiglione più importante e più visitato, ed è stato ristrutturato nel 2006. Alcune delle sfere sono visitabili (Panorama, bar-ristorante, mostre permanenti e temporanee), ma al costo di 16€, ridotto 8.50€,si può rinunciare alla visita.

Vicino all’Atomium ci sono lo stadio Heysel, il Planetarium e la Mini Europe, con famosi monumenti dell’Europa in miniatura, in scala 1:25, che possono essere molto interessanti, soprattutto per i bambini.

Si può raggiungere l’Atomium con la linea 6 della metro (fermata Heysel/Heizel), in bus o anche con la linea 51 del tram.

Si può dedicare il resto della giornata allo shopping o anche alla visita della Cattedrale di San Michele e Santa Gudula, costruita in stile gotico nel XII secolo sulle basi di un edificio romanico del XI secolo: gli elementi più interessanti sono le enormi statue delle colonne, il pulpito barocco in legno, i confessionali in rovere del ‘600 e molte grandi vetrate ben conservate. Inoltre nella zona a ovest della Grand Place si trovano molte cioccolaterie, la Borsa, la Chiesa di San Nicola e molti negozi di abbigliamento e souvenir.

Quarto giorno

Se si hanno a disposizione 4 giorni, è fortemente raccomandato un tour di Bruges e anche di Gand. Sono due città meravigliose ed entrambe hanno siti UNESCO

Mostra di Cecco del Caravaggio a Bergamo

Nell’anno di Bergamo + Brescia Capitale Italiana della Cultura, l’Accademia Carrara riapre al pubblico a seguito di un importante progetto di rinnovamento museale, con la prima mostra mai dedicata a Cecco del Caravaggio (1580 – 1630), dal 28.01 al 04.06. Francesco (Cecco) Boneri, seguace e modello di Caravaggio, era il più misterioso e geniale tra gli allievi diretti.

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La mostra offre, per la prima volta, uno sguardo complessivo e trasversale sull’operato di Cecco, riunendo capolavori fondamentali nel percorso di ricostruzione della produzione artistica dell’autore.

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Cecco fu non solo seguace ma anche modello, posando per almeno sei dipinti del Merisi (tra questi: Davide e Golia e Amor Vincit Omnia).

Boneri, attraverso il turbinoso apprendistato presso il Merisi, diventa un abile artista, arrivando a essere uno degli esponenti più interessanti del caravaggismo europeo.

Il percorso di oltre 40 opere, giunte a Bergamo grazie a importanti prestiti nazionali e internazionali, tra le quali opere del Caravaggio, mette in evidenza autori dai quali, oltre al Merisi, Cecco trasse ispirazione, come Savoldo, ma anche una serie di artisti che furono da lui stesso influenzati.

Delle non oltre 25 opere che costituiscono la quasi totalità della sua produzione, conservate in importanti collezioni pubbliche e private, la mostra ne riunisce, per la prima volta, addirittura 20.

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Un progetto che oltre a restituire attenzione a un artista troppo poco conosciuto, indaga e guarda a quei “pittori della realtà” (secondo la definizione di Roberto Longhi) che prima influenzarono la formazione del giovane Caravaggio, poi proseguirono nel corso dei decenni con felici esiti e ai quali questa mostra cerca di restituire il giusto ruolo nel panorama artistico europeo di quegli anni.

Dopo la visita all’Accademia Carrara ci sono molte interessanti cose che si possono vedere e fare a Bergamo.

SALIRE IN FUNICOLARE

Un modo unico e suggestivo per raggiungere il cuore della città alta.

image00021_ridSCOPRIRE LE MURA VENEZIANE

Le mura veneziane, da poco patrimonio Unesco, con i loro cinque chilometri e le quattro porte fanno parte di una imponente fortezza ben conservata, tra le più importanti testimonianze dell’architettura militare del ‘500 italiano.

AMMIRARE L’ARTE IN PIAZZA DUOMO

In pochissimi metri Bergamo mostra il suo cuore monumentale: il Duomo, la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Cappella Colleoni e il Battistero.

All’interno di Santa Maria Maggiore si rimane a bocca aperta osservando gli affreschi gotici, le tarsie lignee e gli arazzi. All’interno della bellissima Cappella Colleoni riposa il celebre condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni.

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PASSEGGIARE PER PIAZZA VECCHIAimage00010_rid

Non si può dire di essere stati a Bergamo se non si ha visto Piazza Vecchia, stando nella quale si può respirare l’antica storia della città e dove e da dove è possibile godere della vista della Torre Civica,del Palazzo della Ragione, della Fontana del Contarini e della Biblioteca Angelo Mai.

image00013_ridMANGIARE I CASONCELLI

Uno dei piatti tipici di Bergamo sono i casoncelli, dei ravioli di pasta fresca ripieni, serviti solitamente con burro fuso, pancetta, aglio, salvia e formaggio grattugiato. La farcitura è realizzata con pane secco, uova, formaggio grana, carne bovina, amaretti, uva sultanina, pera spadona, spezie e prezzemolo. Sono da non perdere.

Per una pausa golosa si possono assaggiare il dolce polenta e osei e anche il gelato al gusto stracciatella, che si narra sia nato a Bergamo.

FARE SHOPPING PER BOTTEGHE

Lungo la Corsarola, via Colleoni e via Gombito, si possono trovare tantissime botteghe storiche, molte delle quali sono piccoli negozietti dove acquistare abbigliamento, accessori, oggettistica e prodotti gastronomici.

Banksy. L’artista del presente

La mostra al Palazzo delle Albere di Trento fino al 11 settembre consente di ammirare una considerevole collezione di opere di Banksy, tra cui dipinti, serigrafie, stencil, oggetti installativi e memorabilia.
Alcune sono tra le più famose e iconiche dell’artista: Girl with Balloon, Love is in the Air (Flower Thrower), Love Rat, Bomb Hugger, CND Soldiers, Golf Sale, Barcode e Toxic Mary/Virgin Mary.

Girl with Balloon (serigrafia – murale a Londra)

Si può vedere inoltre un interessante video che permette di conoscere meglio la vita e le opere di uno dei street artist più famosi al mondo (Exit through the gift shop, Dismaland, Love is in the bin), la cui identità è ancora avvolta nel mistero.
I suoi graffiti raccontano con ironia le contraddizioni del nostro tempo e diventano rapidamente virali (Banksy.co.uk, YouTube, Instagram).

Palazzo delle Albere

La mostra nell’antica villa del XVI secolo, nata da un’idea di Vittorio Sgarbi e a cura di Stefano Antonelli, Gianluca Marziani, è stata realizzata in collaborazione con MetaMorfosi Eventi.

Mostra di Kandinskij a Rovigo

La mostra temporanea presente al Palazzo Roverella di Rovigo permette di conoscere da vicino l’opera di Vasilij Kandinskij, il pittore russo naturalizzato francese che si può considerare il fondatore della pittura astratta. La mostra ripercorre varie fasi della pittura di Kandinskij con circa 80 capolavori datati tra il 1900 e il 1940, dal primo periodo di vicinanza agli impressionisti agli inizi dell’espressionismo con Der Blauer Reiter, fino all’ultima fase di insegnamento alla scuola di Bauhaus. Viene rappresentato anche il suo legame con la musica e le sue relazioni con le donne e gli amici pittori.

Consiglio la visita guidata o l’ascolto dell’audioguida per godere appieno della mostra.

Teatro interno IMG_1507Dopo la visita vale la pena passeggiare per il centro di Rovigo, una piccola città veneta che è molto attiva culturalmente, soprattutto per il suo splendido Teatro sociale, di cui consiglio la visita.

I monumenti più interessanti sono il Tempio della Beata Vergine del Soccorso, detto la Rotonda, il Duomo di Santo Stefano e il Palazzo Roncale.